Marocco ed Egitto cercano di riequilibrare gli scambi: il libero commercio non basta
Il disavanzo marocchino ha superato i 10 miliardi di dirham nel 2025. Esportatori e ambasciata egiziana puntano su nuovi clienti, procedure più semplici e progetti industriali comuni.
Gli accordi aprono i mercati sulla carta. Per le imprese, però, vendere oltreconfine significa anche trovare distributori, ottenere autorizzazioni e proporre prodotti adatti alla domanda locale. Il rapporto commerciale tra Marocco ed Egitto offre un esempio concreto della distanza che può separare il libero scambio dalle opportunità effettive.
Nel 2025, il Marocco ha registrato nei confronti dell’Egitto un disavanzo commerciale superiore a 10 miliardi di dirham, secondo quanto riportano LeBrief e Finances News Hebdo. Il dato descrive la differenza tra importazioni ed esportazioni marocchine verso quel mercato, non il valore complessivo degli scambi.
Per rafforzare le vendite marocchine, il 22 ottobre si sono incontrati a Casablanca la presidente della Confederazione marocchina degli esportatori, ASMEX, Sonia Mezzour, e l’ambasciatore egiziano Ahmed Nehad Abdel-Latif. La notizia, pubblicata il 2 novembre, individua tre priorità: sostenere gli esportatori già presenti, cercare nuovi sbocchi e affrontare le difficoltà amministrative.
Il primo intervento riguarda i rapporti commerciali esistenti. ASMEX e ambasciata intendono facilitare i contatti con importatori e distributori egiziani, per aiutare le aziende marocchine ad ampliare la propria clientela.
Per conquistare nuovi spazi sono state individuate quattro filiere: fertilizzanti, prodotti ittici conservati o congelati, cosmetici soprattutto a base di argan e olio d’oliva. Si tratta di opportunità da verificare: quantità richieste, caratteristiche tecniche, prezzi e condizioni di vendita dovranno essere confrontati con le esigenze degli acquirenti. È inoltre in preparazione una missione di importatori e investitori egiziani in Marocco.
Il capitolo più significativo riguarda l’accesso al mercato. Durante l’incontro sono state segnalate difficoltà nelle pratiche presso la GOEIC, l’organismo egiziano di controllo delle esportazioni e delle importazioni. Un referente dedicato nell’ambasciata dovrebbe accompagnare le imprese e seguire i dossier, mentre ASMEX raccoglierà gli ostacoli indicati dai propri associati.
Questi problemi emergono nonostante un quadro di accordi costruito da tempo. Marocco ed Egitto sono tra i quattro firmatari originari dell’Accordo di Agadir, insieme a Tunisia e Giordania. Firmato nel 2004, l’accordo ha avviato nel 2007 una zona di libero scambio destinata anche a favorire il coordinamento economico tra i partecipanti.
Il caso mostra perché la riduzione dei dazi, da sola, non garantisca scambi equilibrati. Restano determinanti la competitività dei prodotti, la conoscenza dei clienti e la capacità di completare le procedure. Il deficit bilaterale, inoltre, non consente di attribuire l’intero squilibrio agli ostacoli amministrativi: per valutarne le cause servirebbe esaminare anche la composizione delle merci scambiate.
Una strada ulteriore è produrre insieme. Nei colloqui sono state considerate coimprese e attività industriali in Marocco orientate anche ai mercati europei e dell’Africa subsahariana. Per ora sono prospettive di collaborazione, da trasformare in investimenti e contratti.
La verifica passerà quindi da risultati misurabili: pratiche risolte, nuovi acquirenti e crescita delle esportazioni. È su questo terreno che la cooperazione economica tra i due Paesi potrà acquistare consistenza oltre gli accordi e gli annunci.