Turismo in Marocco, incassi oltre 115 miliardi di dirham

Nei primi nove mesi del 2026 le entrate crescono del 12,1%, più rapidamente degli arrivi. Il dato conferma il peso del settore, ma non descrive da solo la distribuzione dei benefici sul territorio.

Il turismo marocchino continua a crescere, con entrate che aumentano più velocemente del numero dei visitatori. Tra gennaio e settembre 2026, gli incassi della voce “viaggi” hanno raggiunto 115,26 miliardi di dirham, contro 102,85 miliardi nello stesso periodo del 2025. L’aumento è del 12,1%, pari a circa 12,4 miliardi aggiuntivi, secondo i dati provvisori dell’Office des Changes ripresi da TelQuel e Médias24.

Nello stesso periodo, il ministero del Turismo registra 15,7 milioni di arrivi, in crescita del 5% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente. Sono due indicatori diversi: gli arrivi misurano i flussi alle frontiere, mentre le entrate descrivono il denaro speso dai viaggiatori non residenti durante il soggiorno. Nessuno dei due coincide con il numero dei pernottamenti.

Il divario tra la crescita degli incassi e quella degli arrivi merita attenzione. In termini aggregati, suggerisce un aumento delle entrate per arrivo. Non basta però a dimostrare che ogni turista consumi più servizi o scelga strutture di categoria superiore: sul risultato possono incidere prezzi, durata dei soggiorni e composizione dei visitatori. Per distinguere questi fattori occorrono informazioni più dettagliate.

Il contributo del settore emerge anche dai conti con l’estero. Nei primi nove mesi dell’anno, le spese per viaggi dei residenti all’estero sono salite dell’8%, a circa 26,97 miliardi di dirham. Il saldo della voce viaggi è quindi rimasto ampiamente positivo, raggiungendo 88,29 miliardi, con un miglioramento del 13,4%. È una fonte importante di valuta per l’economia marocchina; non rappresenta, invece, l’utile delle imprese turistiche.

Resta da capire come questa crescita si distribuisca tra le destinazioni. Un’indicazione arriva dai pernottamenti nelle strutture ricettive classificate, sebbene i dati territoriali qui disponibili riguardino soltanto il primo semestre. Secondo la Direzione degli studi e delle previsioni finanziarie, citata dal portale istituzionale Maroc.ma, a fine giugno i pernottamenti erano aumentati del 10% a Marrakech e dell’11% ad Agadir. Progressioni riguardavano anche Casablanca, Tangeri, Fès ed Essaouira, mentre Ouarzazate e Rabat registravano rispettivamente un incremento del 23% e del 20%.

Queste variazioni mostrano una dinamica che coinvolge più città, ma non permettono di attribuire a ciascuna una quota dei 115 miliardi di incassi. Una crescita percentuale elevata può inoltre partire da volumi contenuti. E i pernottamenti nelle strutture classificate descrivono soltanto una parte dell’attività, senza esaurire il contributo di affitti, ristorazione, guide, trasporti e commercio.

Il prossimo passaggio sarà valutare quanto l’aumento delle entrate si traduca in occupazione stabile, redditi per le imprese locali e opportunità nelle destinazioni meno frequentate. Il risultato nazionale segnala un settore in espansione. La sua ricaduta sui territori richiede di guardare anche a chi lavora nel turismo e a quanta parte della spesa dei visitatori resta nell’economia locale.

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