Italia e Marocco, giovani musicisti e attori insieme a Ifrane
Brahms, musica tradizionale marocchina e racconti popolari italiani e amazigh: sono gli elementi della seconda edizione di “Suoni per il Marocco”, culminata il 2 novembre in un concerto all’Università Al Akhawayn di Ifrane. A documentare lo svolgimento della serata è il resoconto pubblicato dalla testata locale Greenval.
Il progetto ha coinvolto giovani della World Youth Orchestra, studenti dell’Istituto nazionale superiore di musica e arti coreografiche e allievi dell’Istituto superiore d’arte drammatica e animazione culturale del Marocco. Sotto la guida del direttore musicale Damiano Giuranna e dell’attrice Valeria Almerighi, il percorso ha affiancato formazione musicale e teatrale alla preparazione dello spettacolo. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ambasciata d’Italia a Rabat, insieme alla Fondazione World Youth Orchestra e all’università ospitante.
I laboratori svolti a Rabat hanno preparato l’incontro sul palco tra strumenti, voci e tradizioni differenti. Accanto agli archi, il resoconto della serata segnala la presenza del qanun, strumento a corde della tradizione araba, e della darbuka, percussione diffusa nel Mediterraneo.
Il programma ha intrecciato pagine di Brahms e brani delle tradizioni italiana e marocchina, orchestrati da Giuranna e Mohcine Khnnous, con narrazioni popolari dei due Paesi. Una cooperazione costruita attraverso il lavoro comune dei partecipanti: studiare insieme, adattare i repertori e trovare un linguaggio scenico capace di accogliere le diverse esperienze artistiche.