Marocco, dalla diaspora oltre 103 miliardi di dirham in nove mesi

Il legame tra il Marocco e i suoi cittadini all’estero si misura anche nel denaro che ogni mese raggiunge le famiglie rimaste nel Paese. Nei primi nove mesi del 2026, questi trasferimenti hanno superato 103 miliardi di dirham, con un aumento dell’11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato dell’Office des Changes, ripreso il 2 novembre da TelQuel, conferma il peso economico della diaspora.

Secondo le cifre provvisorie riportate da Médias24, l’importo ha raggiunto precisamente 103,06 miliardi di dirham, contro 92,63 miliardi nei primi nove mesi del 2025: 10,43 miliardi in più. Si tratta di somme già trasferite tra gennaio e settembre, mentre il bilancio dell’intero anno resta ancora da completare.

Dietro l’andamento nazionale ci sono esigenze quotidiane: contribuire alle spese dei genitori, sostenere i figli, pagare cure mediche o affrontare una difficoltà economica. Per comprendere questa dimensione, accanto ai bollettini mensili è utile guardare alle indagini sulle famiglie.

Uno studio dell’Alto commissariato al Piano, pubblicato nel 2022 sulla base dell’indagine sulla migrazione internazionale del 2018-2019, indicava nei genitori i primi beneficiari degli invii. Rilevava inoltre che circa tre quarti delle somme erano destinati alle spese quotidiane, comprese alimentazione, abbigliamento e salute. Sono dati precedenti all’attuale crescita, ma aiutano a spiegare la funzione sociale delle rimesse: una parte consistente del denaro sostiene direttamente i consumi delle famiglie.

Questo sostegno ha conseguenze anche per l’economia nazionale. Le somme ricevute alimentano la domanda di beni e servizi e portano valuta dall’estero. Come osserva Libération nella sua analisi dei nuovi dati, le rimesse contribuiscono, insieme alle entrate turistiche, a compensare lo squilibrio degli scambi commerciali. Il loro andamento dipende però anche dalle condizioni di lavoro e di reddito dei marocchini nei Paesi di residenza.

Nello stesso periodo, le entrate della voce “viaggi” hanno raggiunto circa 115,26 miliardi di dirham, in aumento del 12,1%, secondo i dati dell’Office des Changes ripresi da Yabiladi. Il confronto mostra la dimensione dei trasferimenti della diaspora, vicina a quella delle entrate da viaggi. Le due voci vanno comunque tenute distinte: la spesa di chi visita il Marocco e il denaro inviato dall’estero misurano flussi differenti.

Anche l’Italia entra in questa rete di relazioni economiche. Lo studio dell’Alto commissariato al Piano collocava, nel periodo esaminato fino al 2021, Francia, Spagna e Italia ai primi tre posti tra i Paesi di provenienza dei trasferimenti. Quel riferimento storico non consente però di attribuire all’Italia una quota dei 103 miliardi registrati nel 2026: per farlo occorre una ripartizione aggiornata per Paese.

La crescita dell’11,3% descrive infine un aumento degli importi complessivi, senza dire quanto abbia ricevuto ciascuna famiglia o quante persone ne abbiano beneficiato. Per valutare l’effetto sui bilanci domestici serviranno informazioni sulla distribuzione delle somme e sul loro potere d’acquisto.

Il dato disponibile documenta comunque la continuità di un rapporto materiale con il Paese d’origine. Per molte famiglie, la distanza geografica convive con una responsabilità economica condivisa: redditi guadagnati all’estero che continuano a finanziare una parte della vita quotidiana in Marocco.

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