Tessile, a Casablanca annunciati 2,3 miliardi di dirham di investimenti
Al salone Maroc in Mode, l’obiettivo di 7 mila nuovi posti di lavoro. La filiera cerca di aumentare il valore della produzione e ridurre la dipendenza da tessuti e filati importati.
Settemila nuovi posti di lavoro e una produzione destinata per l’80% all’esportazione: sono gli obiettivi dell’investimento da 2,3 miliardi di dirham annunciato il 3 novembre a Casablanca dal ministro delegato al Commercio estero, Omar Hejira, durante l’apertura di Maroc in Mode. Il salone del tessile e dell’abbigliamento, giunto alla 23ª edizione, prosegue fino al 5 novembre.
L’annuncio accompagna una riflessione sul modello industriale del settore. Secondo le dichiarazioni del ministro riportate da Panorapost, il 77% delle esportazioni tessili marocchine resta legato al sistema CMT, acronimo inglese che indica taglio, confezione e finitura. Inoltre, l’80% dei tessuti e dei filati utilizzati viene importato.
Il punto è quanto valore della filiera riesca a rimanere nel Paese. La confezione per conto dei marchi internazionali offre lavoro e accesso ai mercati, ma lascia ai fornitori esterni una parte delle attività a monte. Rafforzare la disponibilità locale di materiali, competenze e servizi può consentire alle imprese di gestire più fasi della produzione e rispondere più rapidamente agli ordini.
È su questa integrazione che punta il cambiamento annunciato. Hejira ha indicato l’intenzione di ridurre progressivamente il peso del modello CMT. I 7 mila posti rappresentano però un risultato atteso: la loro effettiva creazione dipenderà dalla realizzazione degli investimenti e dall’avvio delle attività.
La posta occupazionale è rilevante. Secondo i dati dell’associazione industriale AMITH ripresi da LeBrief, il tessile marocchino comprende oltre 1.700 imprese, occupa circa 240 mila persone e genera un fatturato di 66 miliardi di dirham, di cui 44 miliardi all’esportazione. All’inaugurazione è stato inoltre sottolineato il peso delle donne, che costituiscono circa il 63% degli addetti.
Organizzato da AMITH e CEMS-Global, Maroc in Mode mette in contatto produttori, acquirenti e marchi internazionali. Il sito ufficiale presenta la vicinanza ai mercati di consumo e la capacità di adattare rapidamente la produzione come elementi centrali dell’offerta marocchina.
L’esposizione copre sei ambiti, dalla confezione al design, dalle materie prime ai macchinari, fino alle finiture e agli accessori. La prima edizione del Med-Atlantic Textile Summit, ospitata dal salone, dedica spazio anche a tracciabilità, partnership industriali e sostenibilità: riciclo dell’acqua, recupero degli scarti e impiego di fibre più sostenibili figurano tra i temi annunciati.
A margine dell’apertura, AMITH ha firmato tre protocolli d’intesa con organizzazioni professionali di India, Giordania e Repubblica Ceca. Il passaggio successivo sarà trasformare questi contatti in collaborazioni operative e gli investimenti annunciati in capacità produttiva. Per i lavoratori, il risultato si misurerà nelle assunzioni, nella formazione e nelle condizioni offerte dalle nuove attività.