Carovita in Marocco, il governo annuncia una commissione per seguire i prezzi
Il nuovo organismo riunirà i ministeri interessati e sorveglierà soprattutto i prodotti di prima necessità. Confermato il sostegno agli autotrasportatori, mentre sui carburanti il governo esclude un ritorno ai sussidi generalizzati.
Il governo marocchino annuncia un nuovo coordinamento contro il carovita. Durante una riunione tenuta il 3 novembre a Rabat, l’esecutivo ha deciso di istituire una commissione interministeriale incaricata di seguire l’andamento dei prezzi e individuare interventi per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie. La decisione arriva mentre il governo riconosce il peso delle spese sui nuclei con redditi modesti e sulle classi medie.
Secondo i resoconti di Médias24 e Le Matin, la commissione riunirà le amministrazioni competenti e terrà incontri periodici. Gli obiettivi dichiarati comprendono la regolarità degli approvvigionamenti, la stabilità del mercato e il contenimento delle conseguenze dei rincari sulla vita quotidiana.
L’attenzione sarà rivolta in particolare ai prodotti di prima necessità e a quelli soggetti a una forte domanda, anche durante il Ramadan. Nei resoconti dell’annuncio non compare però un elenco dettagliato delle merci interessate, né un calendario pubblico degli interventi. Restano quindi da precisare gli strumenti con cui il monitoraggio si tradurrà in misure sui mercati.
Il tema coinvolge più settori. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, i responsabili di Interno, Finanze, Agricoltura, Industria e commercio, Trasporti e logistica. Il coordinamento dovrebbe permettere di affrontare insieme problemi che possono nascere in passaggi diversi: disponibilità delle merci, costi di trasporto e distribuzione, funzionamento della concorrenza.
Una misura già annunciata riguarda gli autotrasportatori. Come riferisce L’Observateur, il governo prosegue il sostegno eccezionale diretto al trasporto stradale di persone e merci, con una nuova tranche che coprirà quindici giorni. Le iscrizioni apriranno il 10 novembre sulla piattaforma dedicata. L’aiuto mira ad attenuare l’aumento dei costi di esercizio legato ai carburanti; il suo effetto sui prezzi finali dei beni dovrà essere verificato.
Proprio sui carburanti emerge la scelta economica dell’esecutivo. Intervenendo il 3 novembre davanti alla commissione parlamentare delle Finanze, il ministro Fouzi Lekjaa ha escluso sia il ripristino della compensazione generalizzata dei prodotti petroliferi sia il plafonamento dei prezzi.
Secondo il resoconto di SNRTnews, il ministro ha stimato tra 50 e 70 miliardi di dirham il possibile costo del ritorno alla compensazione, sostenendo che quelle risorse potrebbero finanziare sanità e servizi pubblici. È una valutazione del governo, al centro di un confronto politico sulle modalità di protezione dei consumatori. Lekjaa ha inoltre richiamato la lotta alla speculazione e la necessità di valutare l’effettiva trasmissione di eventuali riduzioni fiscali ai prezzi alla pompa.
La commissione dovrà ora dare contenuto operativo agli obiettivi annunciati. Per le famiglie, la verifica sarà concreta: disponibilità dei prodotti, andamento della spesa e rapidità degli interventi quando si presentano aumenti anomali. Rendere pubblici i risultati del monitoraggio aiuterebbe anche a capire dove nascono i rincari e quali misure riescono a contenerli.