A Casablanca, i ricami del caftano incontrano l’arte digitale

“Villes flottantes – Opus Maroc” sarà visitabile dal 5 novembre al 31 dicembre alla Galerie 121. Al centro del progetto, il lavoro delle ricamatrici di Iminouzerg e la trasmissione dei saperi tessili.

Fili, simboli e immagini animate si incontrano a Casablanca nell’esposizione “Villes flottantes – Opus Maroc: Au fil de l’eau et du sacré”. Il vernissage è previsto per mercoledì 4 novembre 2026 alle 18 alla Galerie 121; la mostra sarà poi aperta dal 5 novembre al 31 dicembre, con ingresso gratuito. L’appuntamento fa parte della rassegna Novembre Numérique dell’Institut français.

Il progetto, ideato dall’artista visiva Elsa Mroziewicz e dall’autrice e creatrice sonora Cécile Palusinski, unisce grandi composizioni ricamate, realtà aumentata e poesia sonora. Le città immaginarie delle due artiste nascono da ricerche e residenze in diversi Paesi, dedicate al rapporto tra comunità, ambiente e oceano. Il tessuto diventa una superficie da osservare, ma anche un punto di accesso a immagini e racconti digitali.

Per il capitolo marocchino, il lavoro è passato attraverso una residenza alla Maison Denise Masson e lo studio delle collezioni del Monde des Arts de la Parure di Marrakech, con il contributo del curatore Alaa Eddine Sagid. A dare forma ai motivi tessili sono state le ricamatrici di Iminouzerg, con il sostegno di Timendotes e la collaborazione dello studio Brodeuse Voyageuse.

Le opere rielaborano elementi caratteristici del caftano, tra cui sfifa, qitan e âaqad. Nella presentazione dell’Institut français, questa ricerca è legata alla valorizzazione delle competenze locali e alla circolazione dei simboli tra culture differenti. I gesti delle artigiane entrano così nella costruzione dell’opera contemporanea, insieme al disegno, al suono e all’animazione.

La dimensione digitale prolunga l’esperienza del ricamo. Il percorso generale di Villes flottantes permette di attivare le immagini attraverso un’applicazione e ascoltare brevi componimenti poetici e diari sonori. Le diverse versioni del progetto mettono in relazione paesaggi e lavorazioni di territori lontani, dall’India al Brasile, conservando il riferimento alle comunità che hanno contribuito a realizzarle.

A Casablanca, la trasmissione dei saperi avrà anche uno spazio pratico. Il programma dell’Institut français prevede laboratori con l’associazione Al Manal, dedicati a tessitura, cucito e ricamo, il 4 novembre alle 14 e il 28 novembre alle 11, rivolti a famiglie, adolescenti e bambini. Un’occasione per avvicinarsi alle tecniche che sostengono la mostra e sperimentare il passaggio dal gesto individuale alla creazione collettiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *